REGIONALI, CEC: “RIFUGGIRE DA PRATICHE DEPRECABILI E ILLECITE A PARTIRE DA VOTO DI SCAMBIO”

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Ogni appuntamento elettorale è occasione di forte partecipazione democratica ed
esercizio di cittadinanza attiva.

In particolare, in vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale e
l’elezione del nuovo presidente della Giunta regionale, nel mentre si richiamano tutti e
ciascuno ad assolvere con coscienza e libertà il proprio dovere di elettore, la
Conferenza episcopale calabra auspica che forze politiche, movimenti ed associazioni
sappiano orientare le loro scelte ai principi del bene comune e del senso di
responsabilità, necessari e richiesti a gran voce da una terra martoriata – in specie nelle
classi più povere – dalla pervasiva presenza della criminalità organizzata, dal dilagare
della corruzione, dalla mancanza di infrastrutture, dalla ripresa dell’emigrazione, dalla
scelta di un esodo senza ritorno dei giovani, dalla disoccupazione e, negli ultimi tempi,
anche dalla grave crisi che attanaglia sempre più la sanità, vero problema tra i problemi,
costringendo sempre più calabresi a cercare fuori regione anche i presìdi terapeutici.

A fronte di una situazione delicata, che richiede passione e determinazione, ma anche
trasparenza, rinnovamento, lungimiranza e prospettive di medio e lungo periodo, la
Cec confida che si riscoprano i valori della competenza, dell’esperienza e del servizio,
assolutamente fondamentali nella politica, sostenendo con battaglie autentiche e
credibili la legalità, l’occupazione, la tutela delle fasce deboli e delle famiglie
bisognose e, tra le altre cose, l’ulteriore valorizzazione del porto di Gioia Tauro, delle
meravigliose coste, del patrimonio boschivo e dei nostri considerevoli tesori storicoculturali.

Per questo occorre rifuggire da pratiche deprecabili, oltre che illecite, a partire dal voto
di scambio, sotto ogni sua forma, esercitando con matura espressione il proprio
consenso: tutto ciò servirà a ricucire i rapporti tra politica e cittadini ed arginare la
diffusione di fenomeni degenerativi di antipolitica, dannosi per la tenuta ed il
funzionamento delle Istituzioni e l’integrità del tessuto sociale.

Michele Affidato Orafo

Affidiamo queste nostre considerazioni a tutti i calabresi perché il benessere spirituale
e socioeconomico della nostra amata Regione sia frutto della loro responsabilità,
mentre auguriamo fin d’ora alla compagine che amministrerà la nostra terra l’esercizio
di un mandato esemplare e apprezzato.

Con coraggio e fiducia, sempre avanti.

Gli Arcivescovi e i Vescovi della Calabria

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