PROCESSIONARIA IN CALABRIA: RISCHI PER L’UOMO E ANIMALI

LA PROCESSIONARIA IN CALABRIA, DITTA LE TRE GOCCE
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Calabria, rischio processionaria. Caligiuri: «parassita pericoloso anche per l’uomo e per altri animali»

Iniziato ad aggredire gli alberi il parassita che in questa fase del suo ciclo biologico ha la forma del bruco. Dopo essersi nutrito delle foglie necrotizzando parte delle chiome dei pini e avere trascorso l’inverno in nidi sericei bianchi come zucchero filato, sta fuoriuscendo nuovamente, scendendo appunto in processione lungo il tronco (da qui il nome di processionaria) per interrarsi e avviare il nuovo ciclo produttivo. Rifiorirà come farfalla notturna, come falena d’estate.

Condizioni favorevoli per nidificare «Il suo nome scientifico è thaumetopoea pityocampa ed è un insetto dell’ordine dei lepidotteri che osserviamo d’estate, quando come farfalla adulta fuoriesce dal terreno per andare a colonizzare le conifere, a deporre fino a trecento uova in particolare sugli aghi dei pini, ma esiste anche una specie che depone sulle querce.

Esso ormai nidifica anche nelle zone antropizzate. Complici il surriscaldamento del pianeta con l’alterazione del corso naturale delle stagioni e la mancata cura del verde, che ne avrebbe consentito tempestivamente l’individuazione, esso ormai trova anche qui le condizioni favorevoli per proliferare», spiega Leonardo Caligiuri, titolare dell’azienda di disinfestazioni “Le Tre Gocce”.

La peluria urticante, un pericolo Proprio in questa fase il rischio può riguardare le persone, soprattutto bambine e bambini ed anche cani e gatti. Gli esperti consigliano di vigilare.

Gli insetti si muovono in fila ma possono anche farlo isolatamente ed essere visti solo prestando adeguata e massima attenzione. «Questi bruchi – argomenta Caligiuri – hanno una folta peluria urticante che contiene istamine altamente tossiche che possono essere pericolose per l’organismo umano e animale e causare irritazioni cutanee.

Michele Affidato Orafo

Le conseguenze sarebbero anche più serie se i peli dovessero raggiungere le mucose di occhi e polmoni. Le condizioni climatiche ventose possono favorire lo spostamento di questi peli urticanti».

I rischi per il patrimonio arboreo Ovviamente il rischio riguarda anche il patrimonio arboreo. «Sono diversi i metodi di contrasto che, utilizzando tutti i dispositivi di protezione, possono essere messi in atto nelle diverse fasi del ciclo biologico.

Si tratta di una parassitosi particolarmente infestante se non fermata in tempo. Sarebbe veramente un peccato non prevenire danni a persone, animali e alberi senza intervenire preventivamente per eliminare i danni dovuti alla processionaria», ha concluso Leonardo Caligiuri.

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