Precari sanità occupano uffici Azienda Catanzaro

I precari licenziati che hanno occupato gli uffici della direzione sanitaria dell'Azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio.
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Una decina di precari della sanità licenziati, che prestavano servizio nell’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro hanno occupato pacificamente gli uffici della direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio di Catanzaro.

I lavoratori, sostenuti dal sindacato Usb e da altre maestranze che stanno manifestando nell’area antistante l’edificio, hanno spiegato che oltre a avvieranno uno sciopero della fame e della sete ad oltranza.

In particolare, i precari che hanno visto interrotto il loro rapporto di lavoro che avrebbe dovuto concludersi il 31 dicembre 2019, chiedono che venga attuata la proroga prevista e sancita anche da una legge apposita approvata in una recente seduta del Consiglio regionale della Calabria.

La situazione venutasi a creare con il licenziamento di duecento precari tra medici, infermieri e operatori socio sanitari sta creando serie ripercussioni negative sul mantenimento dell’offerta di servizi sanitari ai pazienti dell’ospedale del capoluogo.

Michele Affidato Orafo

 

E’ stata tolta dopo che il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio di Catanzaro Antonio Mantella si è dimesso, l’occupazione degli uffici della direzione sanitaria dell’Azienda attuata dai precari della sanità licenziati, attuata con il sostegno del sindacato Usb. La decisione è maturata per l’intervento del commissario ad acta per la sanità in Calabria Saverio Cotticelli e in un clima di tensione con gli occupanti che avevano avviato lo sciopero della fame e della sete ed erano arrivati al punto di minacciare di darsi fuoco utilizzando della benzina. Cotticelli si era recato negli uffici dell’Azienda, presente anche il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo. Sul posto è intervenuta anche la Digos e personale dei vigili del fuoco. Al posto del direttore generale Antonio Mantella Cotticelli ha nominato un soggetto attuatore, Vittorio Prejanò, a cui è stato affidato l’incarico di procedere all’attuazione di un provvedimento di reintegro dei lavoratori licenziati fino al 31 dicembre 2019 come previsto dalla legge regionale di proroga dei contratti.

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