Operazione “Alibante”. Spaccato inquietante nell’hinterland lametino.

Operazione “Alibante”. Spaccato inquietante nell’hinterland lametino. Forze politiche e cittadini scelgano da che parte stare

Uno spaccato inquietante quello che emerge dall’operazione “Alibante”, coordinata dalla procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, che ha fatto scoppiare la “pentola a pressione” dell’intreccio tra amministratori pubblici, imprese e criminalità organizzata in diversi comuni dell’hinterland lametino, dove per tanti anni la cosca Bagalà ha avuto il controllo indisturbato del territorio.

Un grazie va alla magistratura e alle forze dell’ordine che ancora una volta colpiscono al cuore le reti tra ‘ndrangheta, zona grigia, economia e politica, che rappresentano il veleno del nostro territorio e il cancro che impedisce qualsiasi forma di sviluppo

Abbiamo fiducia nella magistratura e auguriamo ai singoli di chiarire le loro posizioni di fronte agli organi competenti.

Ma c’è un quadro allarmante su cui non possiamo chiudere gli occhi: nell’hinterland lametino, l’amministrazione pubblica, il voto dei cittadini e il tessuto imprenditoriale sono purtroppo ancora fortemente permeabili dalla criminalità organizzata che, in maniera sempre più impercettibile e sofisticata, si impone come forza di controllo e di condizionamento della comunità.

Michele Affidato Orafo

E’ evidente che, accanto all’azione straordinaria di magistratura e forze dell’ordine, è urgente uno scatto di responsabilità da parte delle forze politiche, delle diverse realtà della società civile, dei singoli cittadini del nostro territorio che devono arrivare prima della magistratura a “bonificare” e “sradicare” ogni possibile compromesso con criminalità e zona grigia.

La prossima tornata elettorale regionale, a partire dalla composizione delle liste, sarà una prova decisiva per capire fino a che punto le forze politiche siano realmente intenzionate a costruire una prospettiva nuova per il nostro territorio e per l’intera regione o se si tratta solo del riproporsi di quelle logiche che condannano la Calabria a morire di compromessi e connivenze.

Di fronte a pezzi del nostro territorio ancora soffocati dalla criminalità organizzata, di fronte a meccanismi criminali che continuano a inquinare il voto democratico nelle nostre comunità, come emerso dall’inchiesta di ieri, i cittadini onesti, la buona impresa che opera nella legalità e nella correttezza, gli amministratori perbene dei nostri Comuni hanno il dovere morale di scegliere in maniera netta da che parte stare.

Lamezia Bene Comune